15.4.21

Cesare Pavese (Verão)



ESTATE


È riapparsa la donna dagli occhi socchiusi
e dal corpo raccolto, camminando per strada.
Ha guardato diritto tendendo la mano,
nell’immobile strada. Ogni cosa è riemersa.
Nell’ímmobile luce dei giorno lontano
s’è spezzato il ricordo. La donna ha rialzato
la sua semplice fronte, e lo sguardo d’allora
è riapparso. La mano si è tesa alla mano
e la stretta angosciosa era quella d’allora.
Ogni cosa ha ripreso i colori e la vita
allo sguardo raccolto, alla bocca socchiusa.
È tornata l’angoscia dei giorni lontani
quando tutta un’immobile estate improvvisa
di colori e tepori emergeva, agli sguardi
di quegli occhi sommessi. È tornata l’angoscia
che nessuna dolcezza di labbra dischiuse
può lenire. Un immobile cielo s’accoglie
freddamente, in quegli occhi.
Era calmo il ricordo
alla luce sommessa del tempo, era un docile
moribondo cui già la finestra s’annebbia e scompare.
Si è spezzato il ricordo. La stretta angosciosa
della mano leggera ha riacceso i colori
e l’estate e i tepori sotto il vívido cielo.
Ma la bocca socchiusa e gli sguardi sommessi
non dan vita che a un duro inumano silenzio.

Cesare Pavese



Voltou a mulher de olhos semicerrados,
encolhida, a andar pelo caminho.
Fitou a direito, a mão estendida
no caminho imóvel. E tudo ressurgiu.
Na luz imóvel do dia distante
estilhaçou-se a lembrança. A mulher reergueu
a fronte, e o olhar de então reapareceu.
A mão estendeu-se para a mão e o aperto
da angústia era o mesmo de antes.
Tudo recuperou vida e cor
com aquele olhar fito, aquela boca entreaberta.
Voltou a angústia dos dias antigos,
quando um súbito e imóvel verão
de cambiantes e calores emergia perante a vista
daqueles olhos submissos. Voltou a angústia
que nem a doçura de uns lábios pode 
consolar. Um céu imóvel se acolhe,
friamente, naqueles olhos. 
Era serena a lembrança
sob a luz submissa do tempo, era um moribundo
dócil para quem a janela se enevoa já e desvanece.
Desfez-se a lembrança. O aperto de angústia 
da mão ligeira reacendeu as cores
e o verão e os calores debaixo do céu.
Mas a boca meio aberta e o olhar submisso
não deram senão num duro inumano silêncio.

(Trad. A.M.)

.